Dovete sapere che ai miei tempi non esisteva ancora Cave Story, e quando volevamo svagarci un po’ noi bambini si prendeva un paio di bastoncini di legno, qualche sassolino, uno spago e… no, non è vero, giocavamo ad Akuji.
Back in 2002 Akuji the demon era ciò che di meglio offriva il panorama freeware in campo di giochi stile Metrovania, ossia quei platform in cui si procede solo grazie a un saggio uso dei power up raccolti durante gli andirivieni in giro per la mappa e a qualche puzzle non troppo faticoso da risolvere.
Programmato e graficato da un tale Buster (e deliziosamente illustrato da un tale Naoku) questo platform si potrebbe quasi definire il corrispettivo di Cave Story un paio di anni prima: è vero, Pixel aveva già tirato fuori Ikachan nel 2000, solo che era troppo subaqueo e troppo… giapponese per essere apprezzato dai più. Al contrario, i messaggi d’istruzione di Akuji sono ridotti abbastanza all’osso da permettere a chiunque con un briciolo di materia grigia di intuire i quattro comandi in croce per tirare avanti. Il problema comunque non si pone, visto che l’estrema pacioccosità del gioco ha subito mobilitato un paio di nippofili a tradurre il gioco in inglese (ehy, pare che esistesse anche una versione in italiano, andata persa tra i petali del tempo chiaramente) tramite patch.

L’eroe di quest’avventura non è l’eroe, vestiremo e ben più comodi panni di Akuji, un dolcissimo e pucciosissimo vampiro i cui poteri sono stati divisi in nove pietre dall’Eroe. Il suo obbiettivo è chiaramente quello di recuperare le sue antiche capacità, vendicarsi del suo nemico e tornare a fare casino in giro per il mondo.
Bella l’idea, magari oggi non così originale ma comunque ben realizzata: combattere come boss finale il tipico cavaliere da RPG con tanto di spadone di compensazione grande metà schermo è una cosa semplicemente fantastica.
Grafica in stile 16 bit molto bella, coloratissima e piuttosto dettagliata, pure negli sfondi.
La grande pecca di questo gioco è il movimento. Il movimento -cazzo- ti fa scoprire nuovi significati del termine bestemmia. La camminata è lentissima, se volete finire il gioco (o anche solo una piattaforma) entro l’anno dovete correre, abilità attivabile tramite doppia pressione della freccia direzionale. Piuttosto scomodo ma, in fin dei conti, puoi farci l’abitudine. Il salto invece non è calibrabile, e su questo l’abitudine non ce la fai. Non puoi fare un platform con un salto non calibrabile, non puoi. La sacra arte dell’improvvisazione, dell’agire veloce, dell’evitare quel cazzo di goomba anche mentre sei in volo, ecco, va tutto a farsi fottere perchè una volta in aria non potrete cambiare direzione. E perchè se non stavate correndo il vostro salto non andrà poi molto lontano. E perchè se tenete premuto quel cazzo di salto per meno di due ore il piccolo Akuji si alzerà di poco più di mezzo centimetro. A questo crimine verso il genere umano che è il salto di Akuji si aggiungono altre cose di minore importanza, regole del tipo “non sparare fuoco mentre corri!” ma vabè. Col procedere si acquisiscono anche altre abilità fiche, del tipo la trasformazione momentanea in nebbia che permette di attraversare le sbarre (molte poche in tutto il gioco in realtà) e di prolungare le azioni in volo, o la trasformazione in pipistrello per esplorare i livelli in verticale ma soprattutto per evitarsi le file di nemici rompipalle.
Che altro dire… enigmi facilmente risolvibili e boss battibili già al secondo tentativo (ma anche al primo se siete più svegli di me o di un cucchiaio di plastica), livelli non estremamente lunghi… in totale il gioco si finisce in meno di due ore.
La musica è quasi sempre la stessa, cambia giusto per i boss e per il gameover credo, ma non è affatto fastidiosa.

Cortino, ma godibilissimo. Se poi si vuole proprio strafare ci si potrebbe sbattere per completarlo al 100%: sparsi per il castello vi sono infatti un sacco di “teschi” (a me sono sempre sembrati più simili al casco di Grifis in Berserk, ma mi adeguo a quanto trovo scritto…) utili ad aumentare la vita del nostro, oltre a sette artwork del sopracitato Naoku da sbloccare e visualizzare nel menù delle opzioni una volta sconfitto il boss finale. Tra l’altro pare che una volta completate queste subquest si apra una porta nei pressi della stanza iniziale del gioco… mi piacerebbe dirvi cosa c’è dietro ma ormai sto girovagando anch’io da settimane senza trovare mai nulla di nuovo: al contrario del buon Cave Story non si trova manco una guida ad Akuji in tutto l’intraweb…
Anyway, il gioco mi piace, ma è davvero, davvero corto, e il movimento terrificante certo non alza il voto…
Tre Nes’ controller e mezzo, sù.
3.5/5