Trailer di “Doomsday”

Che dire, questo trailer non è davvero “LA FINE DEL MONDOOOOOH!”.

Credo che il film sia già uscito, ma quando misi gli occhi su questo coso volli subito recensirlo… poi passarono mesi e me ne dimenticai (grazie al cielo), ricordandomene però stasera scorrendo i preferiti del mio Youtube (purtroppo).

Chi l’ha visto sa di cosa parlo: La Rogue Pictures è lieta di presentarci un nuovo film dall’ambientazione post-apocalittica, in cui il mondo, alias la Gran Bretagna, è stato devastato dalla banalità.
No vabè, non è stato devastato dalla banalità, quello sono io.

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Un trailer che mi ha lasciato davvero a bocca aperta, ma esclusivamente perchè stavo vomitando a flusso continuo.
In questo trailer le banalate sono così tante che mi sento in dovere di ringraziare chi l’ha montato, e non di meno chi l’ha doppiato e interpretato, per avermi fatto risparmiare dei possibili euro in biglietto del cinema che piuttosto spenderò in torroncini caramellati.

Parlando seriamente, si presume che questo film parli di un virus diffusosi in Inghilterra che ha costretto il governo ad isolare l’intera nazione, e una manciata di anni dopo si è deciso di mandare qualche povero sfigato a vedere se ci sono sopravvissuti, e quindi una cura.
Ora, esaminiamo la trama che ci propone questo trailer:

-Epidemia instoppabile peggio de La Febbra della ShortCut Productions: Vista già in circa diciasseicento film, più di 9000 videogiochi, e un fantastiliardo di film ispirati ai videogiochi.

-L’idea geniale di mandare un paio di persone soltanto contro una minaccia enorme: A prescindere dal fatto che devo ancora vederne le giustificazioni, cosa vista e rivista.

-La protagonista è una gnocca (relativamente, a me non piace, ma l’intento è quello) sicura di se, impavida, che fa battutine non recuperabili neanche con delle risate di sottofondo: E vabè, all’inizio era bello ma ora il clichè dell’eroina maschiaccio con le armi ha rotto.
Ovviamente anche quest’idea è da vedersi ripetere in più di un biliardo di… movies o videogiochi, quello che volete.

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-Tribù di ribelli punk cannibali che dovrebbero essere i sopravvissuti, e vanno in giro con le moto a fare i teppistelli: Mah.

Ma… va bene, sono qui a recensire il trailer sebbene già con questi dati potrei recensire il film e demolirlo come lui ha demolito il mio umore, quindi passiamo al lavoro di montaggio di questo trailer, “Magari si salva!” direte voi.

Balle.

Ovviamente è un tentativo così blatante di fare il trailer del solito film a metà tra il d’azione e l’horror che chi ha prodotto questo trailer, ha preso tutte le frasi ambigue che credeva avessero attratto qualche cerebroleso che non ha mai visto un film in vita sua e che suonavano abbastanza spaccone, ovviamente interrompendole bruscamente per far vedere un po’ d’azione random.
Insomma, un’originalità unica.

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Ma le banalità sono così tante che io, tradendo il patto con me stesso di tagliar corto altrimenti scrivo dei poemi, mi soffermerei ad esaminare le singole battute:

Il trailer inizia con quest’ambientazione derelitta in Computer Graphic, un elicottero passa di sfuggita affianco alla telecamera e qualcuno grida con doppiaggio e pathos da oscar (per il mio sarcasmo forse): “E’LA FINE DEL MONDOOOOOH”. Beh, immagino che quando si è in pericolo di vita non si riesca a urlare qualcosa di sensato, ma credo che questo lasci intendere quanto sono egocentrici i Limey (gli inglesi), perlomeno in questa pellicola.

Qui il narratore, mostrandoci immagini di gente che affolla le strade e sacchi per cadaveri che vengono chiusi a dovere, ci dice “Un’epidemia diversa dalle altre”… in cosa diversa poi è tutto da vedere. Bel tentativo di farcelo credere, marketing.
Qui scene dei “milioni di contagiati” che vengono isolati, con un membro del governo nel ruolo della stronza che dichiara che l’isolamento è la priorità assoluta, e elencando tutto ciò che è bloccabile per enfasi retorica.

“Ma venticinque anni dopo quell’epidemia…” …qui inizia la fiera dello sconto.
Iniziamo dall’uomo in giacca e cravatta che cammina per una struttura futuristico-scientifica che dice “E’il virus…”, e non fermandosi al semplice dare per scontato di cosa sta parlando perchè fa molto figo, imperterrito gli ritornano in mente i milioni di film spazzatura che ha visto da bambino e gli cade in mente di fermarsi a dire “…è tornato.”.

Qui segue un “CHE COSA FACCIAMO?!” con un doppiaggio peggio de La Febbra della ShortCut Productions, che se non altro lo fa con cognizione di causa e goliardicamente.

Inquadratura della tipa sotto la pioggia per farti capire quanto è cool e che sarà l’eroina bastarda della situazione.

“Sopravvissuti?!”
“E’la zona rossa, e se ci sono sopravvissuti c’è anche una cura.”

Una logica infallibile, e per niente avventato mandarci gente dentro. No no.
Scusate lo sfogo, dimenticavo che sto parlando delle battute e non della trama, ma rimane che qui si ricorre ad espedienti che oramai sono vecchi come… no sul serio, come null’altro.

So cosa cerchiamo. Se c’è, la troverò.”

Ennesimo tentativo di rendere la protagonista spaccona, e questo vizio del soggetto misterioso delle frasi sinceramente mi irrita sempre di più come se un tizio mi graffiasse una lavagna affianco all’orecchio.
Non è l’unico trailer del suo genere, ma diamine questo… questo proprio ci si sta impegnando diamine!

“Portaci dentro.”

Oh si, sei veramente troppo supercool, con queste frasi fredde e sicure di te.

La banalità inizia a peggiorare sempre di più, quasi fosse questa a dover crescere e non la tensione dello spettatore.

“Oltre quel muro… niente regole! Niente leggi! Niente rinforzi.”

Vabbè, qui potrei commentare che nessuno ci si aspetta di trovare orsetti morbidosi che ti riempiono di regali in un luogo tenuto chiuso e infetto per 25 anni, ma ammetto anche che non è che sia scontato che ci si trovi un popolo di ribelli reclusi e cannibali. Ma sappiamo tutti che non è questo il punto.

“E’una lotta contro il tempo!”

Mah, non interessa a nessuno, specialmente se lo dici in quel tono da “Due etti di prosciutto, grazie.”.

In questo punto qui invece, mi si sono veramente rotti i coglioni:

“Se la vedrò la riconoscerò.”

ARIDAJE.
Forse il budget del film è andato tutto in fumo per il computer graphic occasionale e hanno dovuto risparmiare sui soggetti, e come se non bastasse questa scena è seguita dalla tipica menata horror in cui il personaggio viene colpito all’improvviso e lo schermo svanisce repentinamente. Come direbbero in un recente episodio di South Park, un fenomeno di “Startling”.

Con questo colpo a tradimento viene introdotta la popolazione che vive reclusa da venticinque anni in Gran Bretagna, sopravvissuta senza regole ma con questa probabile cura.

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Un punkabbestia che si presume essere un leader, o magari solo un pazzo urlatore, si rivolge alla folla con uno sguardo temibile (sì, è sempre sarcasmo, non avete ancora capito come funziona?):

“Li cattureremo! Li cuoceremo! E li mangieremo!”

Come loro non hanno più soggetti nelle frasi, io non ho più parole per questa vaccata, perciò vado avanti.

Qui seguono scene di rivolte: I veicoli dell’esercito che vanno contro la folla, la folla che solleva qualcuno, un tizio con una motosega, il tutto in un atmosfera molto dark/underground.
Qui però mi colpsice una cosa: Tra le armi da fuoco, l’esercito, l’ambientazione che sembrerebbe futuristica, e in una trama che era ANCORA sensata, mi mostrano uno spezzone della nostra eroina spavalda che combatte con quelle che sembrerebbero armi antiche contro una controparte femminile cattiva.

Qui abbiamo l’apparizione di un mastro del cinema, il nostro Malcom McDowell, oramai arzillo, famoso protagonista di “Arancia Meccanica”, apparizione ovviamente rovinata dal doppiaggio italiano, ma non metto in dubbio le capacità di recitazione di McDowell sebbene io non sia un fan di Kubrick.
Qui il nostro anzianotto fa la parte di quello che sembrerebbe un predicatore, di quelli folli, che ha istigato la folla a fare tutte queste minchiate rendendola una sorta di culto. La cosa fa molto “Silent Hill” e indovinate un po’? Sebbene ne sono un fan è innegabile che questo è un altro clichè ricorrente nelle situazioni di reclusione di massa nei film.

“Sembra pericolosa!”
“…lo è.”

Ma chi?! cosa?!
Vabbè, diamo per scontato che parlano della protagonista… che in queste scene si vede combattere contro un cavaliere in armatura medievale… e qui piazzerei un bel “What the fuck?”.
Mischiare le carte è una cosa figa, ma qui non transigo perchè mi fa ancora male il culo per tutto ciò che mi ha mostrato nei precedenti secondi.

“ABBANDONATE OGNI SPERANZA!”
“No.”

“Apocalittico” dice la nostra voce fuori campo, mentre l’impavida e ora anche divertentissima protagonista trova un’automobile da corsa presumibilmente costosissima e nuova di zecca, la guarda e dice “La compro!” per poi fottersela.
Birbantella! Ce l’hai proprio fatta stavolta eh?! Eh?!

Ma spero che ti ci schianti con quell’auto… e in effetti è quello che succede:
Esplosioni! Esplosioni! Esplosioni! Crescendo della musica! Esplosioni! Esplosioni!

Una scheggia contro lo schermo…

…guardacaso sorpa c’era scritto “Doomsday”, con tanto di logo del film.

Macchina distrutta.

“Brutto Viaggio?”

Lei chiude le portiere della macchina a distanza col telecomando, mentre i resti dello specchietto retrovisore rimangono a penzoloni.

“Abbastanza!”

Wow, ma siete proprio dei burloni a fare dell’ironia in mezzo all’apocalisse!

Ed è così che si conclude questo brutto capitolo della mia vita, con una grafica a metà tra il futuristico stereotipato e il CG dei palazzi che ti fa vedere tale e qualche sono finti, ma neanche tanto male rispetto ad altri.
Ah, anche se è una stupidaggine, non ho trovato molto appropriato l’effetto delle scritte “2008″ e “2033″.

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Mi sono finiti i commenti cattivi, gli dò una pizza biohazard su cinque giusto perchè c’è di peggio in giro e perchè esteticamente non è il male più puro.
Riguardo agli autori di questa cosa, beh “Quando li troverò, gli scoreggerò in bocca.”
Anzi no, “Quando li troverò, lo farò.”

Oh.

pizzehazzard

1/5

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