Un film a cui, in tutta sincerità, non avrei dato un soldo.
Principalmente perchè non sono mai riuscito a inquadrare Spongebob, che mi è sempre sembrato altalenante tra l’umorismo ermetico e la cazzata-per-bambini-che-però-va-di-moda stile Winnie Pooh. Ok, il fatto che Italia 1 lo trasmettesse all’ora di merenda ha anche radicato una bella superficie di pregiudizio, ma l’importante è che mi sia ricreduto, no?
La sequenza iniziale con gli attori in carne e ossa nei panni di una ciurma di pirati che trova un forziere pieno di biglietti per il film stesso è eccezionale e già promette bene sul resto della pellicola: da qui in poi si susseguono una serie di gag nonsense a ritmo non proprio serrato ma comunque sostenuto. Il film non annoia quasi mai, alternando il viaggio di formazione di Spongebob e Patrick alla ricerca della corona di Re Nettuno alle vicende in quel di Bikini Bottom, dove approfittando dell’assenza dei nostri Plankton sta attuando il suo piano di controllo mentale sulla popolazione ittica.
Tema ricorrente della pellicola è la maturità della spugna gialla, che cerca di dimostrare di essere ben più di un moccioso imbarcandosi in un’avventura al di là delle sue capacità. Tant’è che sarà indispensabile per il ritorno a casa l’aiuto del mitico David Hasselhoff, in un cameo che verrà ricordato come uno dei più grandi nella storia del cinema.

Il tutto si risolve con un finale decisamente TROPPO assurdo (ma non per questo disprezzabile, anzi) che sembra non centrare assolutamente nulla con tutto quello che hai visto nell’ultima ora e venti finchè non ti rendi contro che Spongebob è riuscito a conciliare la sua natura bambinesca con una sorta di maturità o qualche cazzata del genere, tanto per ricordarti che questo film aveva un tema all’inizio che in qualche modo va concluso.
Ottima animazione, fotografia vagamente fastidiosa ma c’è dire che io ho ho sempre avuto dei problemi coi colori dello show (sono troppi e troppo spenti), dal canto della regia invece non so che dire, se non far notare l’assenza delle classiche inquadrature dipinte a mano sui dettagli immobili, di cui in realtà non me ne frega niente, ma alcuni ne hanno sentito la mancanza, da segnalare poi un paio di pezzi cantati (grazie al cielo sono pochi), in lingua originale (non siamo mica in un film della disney) e purtroppo senza sottotitoli (che cazzo gli costava lo sa Dio)… per quanto riguarda il resto della colonna sonora alcuni artisti si sono prestati per musicare il resto: Avril Lavigne ha coverato la classica opening, i Motorhead hanno cambiato il testo di una loro canzone per adattarla ad una scena e pare che gli Shins ne abbiano addirittura composto una apposta, “They’ll Soon Discover”, roba che se non mi fossero andati in malora avrei smosso mari e monti per ascoltarli al cinema.
Incredibile tra l’altro la capacità del film di mantenersi sempre in equilibrio: proprio quando sta per scadere nello stucchevole si risolleva alla grande con qualcosa di abbastanza improbabile da farti dimenticare il resto, in modo da accontentare grandi e piccini.
Consigliatissimo se si è in compagni di qualcuno abbastanza intelligente da capire che quello che sta guardando non è stupido, ma divertente.
Questo è intrattenimento di alta qualità, gente, quattro pellicole spugnose emmezza.
4.5/5